venerdì 16 marzo 2007

Vicenza-Pescara 30 anni di fratellanza


Un bell'articolo che merita spazio nel blog ;) :

Abbiamo appena riagganciato il telefono. Andrea e Roberto, amici ed ideatori del "progetto" Essequisse, stanno pianificando il grande evento di Sabato 17 Marzo 2007.
Descrivere l'incontro calcistico tra Vicenza e Pescara, è pressoche fatto. Trent'anni di amicizia e fratellanza sincera, quella che va oltre il mero risultato, che sorvola sulla svista arbitrale, che ignora le necessità di classifica. Pescaresi e Vicentini dal 1977 hanno condiviso gioie (una promozione a braccetto) e dolori, impegnati a volte in diversi campionati, ma sempre legati da un cordone ombelicale, contraddistinto da vacanze in comune e che ha fatto nascere perfino fidanzamenti e matrimoni... "misti". Sono Andrea e da vicentino acquisito (dal 1988), posso confermare che molti, dall'ombra del Palladio si riversano in estate sulle spiaggie dell'Adriatico, da Roseto a S.Vito chietino, località conosciute magari durante uno scambio di gagliardetti o una visita di cortesia. Addirittura adesso ad ospitarsi a vicenda (o a..Vicenza, perdonate il facile gioco di parole) sono i figli dei vecchi tifosi, gemellati ai tempi di Rossi e Prunecchi. Posso anche certificare che molti vicentini al bar, dopo aver archiviato il risultato dei biancorossi, vanno a guardare cosa ha fatto il Pescara, per loro oramai seconda squadra del cuore. Il tutto senza considerare gli innumerevoli scambi di giocatori tra le due società, anche loro coinvolte in un tacito accordo di collaborazione, magari ridimensionato rispetto agli anni '90, nei quali il Vicenza arrivò a farsi conoscere anche in Europa, grazie ai vari Palladini e Di Cara, ma non certo interrotto. Quando il Vicenza rischiò la C2, nello spareggio di Ferrara col Prato, a tifare biancorosso sugli spalti del "Paolo Mazza" c'erano anche 1.000 pescaresi e così, quando fu il Pescara ad aver bisogno di supporto, nella sfida promozione col Martinafranca, i "Vigilantes" berici ricambiarono gridando assieme agli ultras biancazzurri. Inoltre, al "Menti", fa spesso capolino uno striscione dei "Rangers" e ad ogni gol del Pescara parte un boato, poi un applauso.
"Esatto - commenta l'amico fraterno Roberto, 36 anni, residente a Milano - peccato che quest'anno la scena si sia ripetuta col contagocce, ma la responsabilità è tutta del pessimo campionato del Pescara".
Sabato prossimo il calendario metterà "di fronte" di nuovo le due tifoserie, la novità è il pesante clima creatosi dopo i fatti criminosi di Catania. Non si potranno evitare, purtroppo, controlli, perquisizioni, assetti antisommossa da parte delle forze dell'ordine, nonostante che a Vicenza arrivino solo famiglie tranquille ed amici che, molto probabilmente, vedranno la partita (o meglio, il derby) dallo stesso settore, sgolandosi assieme e facendo finta che i punti, per una domenica, non contino. "Ricordo ancora l'imbarazzo dei pescaresi al gol di Speranza, l'anno scorso - attacca Roberto - che violò uno 0/0 già scritto, un pareggio gradito da tutti, in un clima quasi irreale per la neve che cadeva copiosa e soprattutto per il dramma che aveva colpito il centravanti biancorosso Gonzales, amputato al braccio poche ore prima".
Il genellaggio non fu guastato neppure da quel piccolo ed involontario tradimento, e sabato verrà perpetuato con l'ennesimo gesto di fratellanza: il Pescara Club di Milano, "EsseQuisse", che rappresenta una quarantina di tifosi pescaresi residenti al nord (tra Torino e Vicenza, appunto), si gemellerà con gli storici Club biancorossi del "Muretto" e dei "Vigilantes". Un atto che verrà siglato ufficialmente non certo dal notaio, ma con le gambe sotto un tavolo di un ristorante, condito da specialità vicentine (soppressa, polenta sparagna e baccalà) ed innaffiato dal Montepulciano d'Abruzzo e dall'ottimo rosso dei colli berici.
Tornelli? No grazie, perchè poi al "Menti" si entrerà tutti assieme, avvolti nell'unica bandiera dell'amicizia e, dopo il match, via al "terzo tempo" a casa dei tifosi, sullo straordinario modello rugbystico. Uno schiaffo al solito ritornello del calcio violento ed irrecuperabile o forse solo un raggio di luce per ritornare a tifare "per" qualcuno e non "contro" l'avversario.
"Pescara/Vicenza, nessuna differenza, Vicenza/Pescara, nessuno ci separa": ecco da anni il motto di questa osmosi, questo il segnale che, nel nostro piccolo, vogliamo lanciare a chi ancora ama, si emoziona e soffre per questo sport chiamato CALCIO.

Andrea Genito de "Il Gazzettino di Vicenza"
Roberto Florindi di "ForzaPescara.net"

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